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La chiamata e il tradimento di Pietro – Lc 5,1-11 e Gv 21,15-19

Dopo un breve presentazione delle coppie presenti, chi conduce l’incontro può cominciare facendo queste domande ai presenti:

– Cosa significa per te “amare”?

– Cosa sei disposto o non disposto a perdere per l’altro?

– Qual è la cosa più difficile da accettare nell’altro?

– Che cosa hai sentito che per amore hai potuto mettere in gioco seriamente?

– Secondo te in cosa lei/lui non si sente amato/a?

All’inizio è sempre difficile cominciare questi corsi.

Perché non è che vi siete svegliati un giorno e vi siete detti: perché non mettiamo le mani nel nostro fidanzamento e facciamo un bel corso? No, cioè avete preso delle decisioni, avete dei progetti, vi siete informati e tra le cose che dovete fare per il matrimonio in chiesa ci sta pure questa rogna di fare il corso fidanzati.

Allora hai parlato con i tuoi amici, con le tue amiche che ti hanno dato la loro esperienza. Positiva, negativa, non lo so, fatto sta che per noi il compito è difficile. Perché?

Prendiamo come esempio uno degli sport che più sta andando in questo momento, il padel. Tantissime persone hanno cominciato a giocarci. Perché? Perché ovviamente è divertente, anche se non hai mai preso una racchetta in mano ti puoi divertire.

Allora facciamo che io sono un maestro di padel e tu vieni da me non per imparare a giocare a padel ma solo per poter vincere le partite con i tuoi colleghi. Allora cosa succederà?

Che anche se il padel “sembra” facile è uno sport e come ogni sport, anche il più semplice, bisogna memorizzare alcuni movimenti che se non l’hai fatti mai sono difficili. Cosa voglio dire?

Che non si impara a giocare a padel in 5 lezioni. In 5 lezioni impari a mandarla dall’altra parte e impari a vincere contro i tuoi colleghi. Ma allora lì non hai imparato a giocare a padel, hai imparato a vincere contro i tuoi colleghi.

E quindi questa parentesi sportiva che c’entra? Che molti di voi venite qua dentro non per imparare a giocare a padel veramente, cioè per imparare a vivere un matrimonio cristiano, volete solo portare a casa le pratiche e le rotture per coronare il vostro sogno.

C’è solo un piccolo problema, che un buon corso di fidanzati non finisce con il timbro del corso e con il matrimonio, ma finisce con la verità nella vostra relazione.

Chissà, magari sei venuto qui per imparare a mandare la palletta dall’altra parte e invece strada facendo ti rendi conto che forse dentro la relazione che hai devi investirci un po’ di più del come viene viene. Perché?

Perché i nodi che per molti di voi troveremo, non è roba che vabbè tanto poi le cose si sistemano. Non fate questo errore. Ci saranno delle cose che colpiranno al centro.

Quei nodi, si sciolgono ora, in questo tempo.

Se non lo fai per paura di perdere la persona che hai accanto, guarda ti dico che comunque la perderai. Non è una grande mossa mettere le cose sotto al tappeto.

Il report ISTAT riporta gli ultimi dati del 2019, 184.000 matrimoni e 97.000 separazioni. La statistica dice che un matrimonio dura in media 15 anni. Allora ho preso le statistiche dei matrimoni degli ultimi 15 anni e facendo una media con i divorzi, 2 matrimoni su 5 cinque saltano.

Quanti siamo questa sera? Tu ti lascerai. Ah no scusa anche tu ti lascerai. E indovina un po’? Tutti quanti qua dentro vi guardate attorno e dite è l’altro che si lascia.

Qualcuno ha ragione…qualcuno no.

Guarda che puoi anche non credermi eh. Forse siamo solo noi l’isola felice in tutto il mondo? Le coppie felici sono tutte qua dentro? Speriamo. Menomale.

Tutto questo ve lo diciamo non per spaventarvi, ma per farvi prendere le cose sul serio.

A noi non importa niente se ti sposi con quello che hai vicino o con un altro, anche se ci sono dei figli di mezzo, vogliamo solo aiutarti, se tu ce lo concedi, a farti avere una relazione autentica con chi hai accanto.

Siamo convinti di una cosa, che è possibile avere relazioni autentiche che durano per tutta la vita.

AMARE IN MODO AUTENTICO.

Come si fa? Quando impari qualcosa di nuovo hai sempre due possibilità o imparare da autodidatta e o farti insegnare da qualcuno. Quali sono i costi e benefici?

Imparare da autodidatta scegli tu il tuo percorso, ti prendi i tuoi tempi, ovviamente ci metti molto di più, però i costi si abbattono, non devi esporti, stai con il tuo cellularetto nella pausa pranzo: “I 10 modi per far impazzire l’uomo che hai accanto”. “Come rendere felice il tuo partner”.

E allora giù una serie di cose tutte molto giuste: il rispetto, l’amore, la pazienza, la pace, il feeling. Dovete avere le giuste affinità. Giusto, giustissimo.

Invece poi ci sono quelli che per imparare una nuova abilità si affidano a degli insegnanti, a dei maestri, a qualcuno che conosce le trappole, che ha esperienza non tanto dell’amore tra voi, ma del cuore dell’uomo.

Perché? Perché il maestro sa già quali sono gli errori e sa anche quali sono gli errori che lo studente deve fare.

Un buon insegnante non è quello che non permette di fare gli errori agli studenti, ma quello che li stimola alla curiosità, a non fermarsi.

Ecco noi vorremo fare lo stesso con voi in questo corso e anche dopo se vedi che tutto quello che ti annunceremo ne vale la pena.

Abbiamo detto: amare in modo autentico. La prima parola ce l’avete molto chiara, almeno lo spero.

Anche un altro tizio ce l’aveva molto chiara. Questo tizio è qualcuno che conoscete ma che non conoscete a fondo, anzi forse quasi per niente.

Sta un po’ in tutti i vangeli, non è che ci fa spesso una bella figura, si parla molto di lui, però è stranamente una fotografia della nostra vita.

Questo è il primo personaggio che oggi la Chiesa, cioè noi, ti regala. Sapete che i regali possono essere di due tipi: o lo shampoo e bagnoschiuma che si fanno il giro di tutte le case dei parenti di natale in natale, perciò regali con cui non ci fai niente, o regali che vale la pena di utilizzare nella vita. E dice così:

1Mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennesaret, 2vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. 3Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca. (Lc 5,1-3)

Tu mi guardi e dici: embè? Non si capisce niente.

Questo Vangelo parla di quello che sta succedendo stasera. Viene Cristo. Come viene Cristo? Attraverso noi. Attraverso dei cristiani. Difficile che qualcuno ti parli di Cristo se non è cristiano.

Allora stasera viene Cristo e vede due barche che hanno finito il loro lavoro, che sono accostate alla sponda. Vede le vostre due vite che stanno a riva, perché? Dice che i pescatori erano scesi a lavare le reti.

Che vuol dire? Spesse volte senti la Parola di Dio e non fai molto caso ai dettagli, perché pensi sia una favoletta. Ma questa roba qui non ci interessa in quanto evento storico. Ci interessa in quanto ha una sapienza per la nostra vita di ora.

Fa una fotografia di quello che ci sta succedendo ora. Spezza le false interpretazioni che ci sono nel tuo cuore. Apre porte per uscire da tante situazioni ora.

Per un pescatore lavare le reti è qualcosa di imprescindibile. Se non lavi le reti non lo sai fare il pescatore, questi armeggiavano bene con le loro cose, perché pescare significa mangiare o non mangiare. Ovviamente non si tratta della pesca per hobby con il mulinello eh, parliamo della pesca a strascico.

Ma allora a che serve lavare le reti? Perché dopo che sei andato a pescare si possono impigliare nella rete i licheni, pezzi di roccia, devi controllare le maglie per la pesca a strascico. Devi controllare se non bisogna cucire alcune parti che si stanno per rompere, bisogna preparare tutto per il giorno dopo, che è un altro giorno per guadagnarsi da mangiare.

Guadagnarsi da mangiare. Ecco il primo problema.

Più avanti dice che questi hanno lavorato tutta la notte, ma non hanno preso niente. Ma qui non si tratta di pescare o no, qui si tratta che le loro soluzioni alla vita, perché uno lavora per avere una vita dignitosa, quel giorno non hanno funzionato.

E cosa stavano facendo? Ripreparando la rete per l’ennesima volta nella speranza di poter prendere qualcosa il giorno dopo.

Cristo passa questa sera e forse ti trova anche a te lavando le reti, perché non hai preso niente e se non prendi niente muori di fame. Ma preso dove?

Quali sono le soluzioni che hai adottato per sopravvivere con la persona che hai accanto? Che vi ha messo insieme? Il cibo etiope? Le serie tv? Star Wars? Se lui gioca a padel o a calcetto allora tu hai il diritto di uscire con le amiche tue? Ti segni tutte le volte che hai fatto scegliere l’altro e gli hai dato ragione così poi gliele ritiri fuori con il conto?

Ma io quella volta ti ho fatto fare, allora io oggi.

Questa sera non rompe che devo giocare a COD.

Che ne sai tu che io pulisco casa.

Senza di me voglio vedere come le paghi le bollette che non sai neanche quando scadono, ci avrebbero già tolto la luce.

Questa settimana sei uscito due volte mo’ esco anche io

Reti, reti, tutte le tue reti che giorno dopo giorno butti in mare sperando di poter pescare qualcosa, sperando di mangiare, di sopravvivere.

Con quella persona fai le battute in una certa maniera. A lavoro sei una persona a casa sei un’altra.

E ormai questo è il tuo schema e chi te lo cambia.

Chiaro che arrivi a fine serata, anche se hai una persona accanto, ma tante volte sei solo. A volte peschi ma a volte ti ritrovi a comportarti con lo stesso copione nella speranza di poter sopravvivere anche domani.

Quante reti hai gettato per paura di perdere la persona che hai accanto? L’hai incastrato con una cosa. Hai pensato se faccio questo si calmerà.

Bene, arriva Cristo e sale sulla barca di Pietro. Arriva Cristo e sale sulla tua barca. Le barche erano due e lui decide di salire solo su una.

La ascolti tu questa parola, due sono le barche ma ha deciso di entrare in quella di Pietro, cioè nella tua. La ascolti invece tu (indicando l’altro componente della coppia) questa parola, siete sempre in due e ha deciso di entrare nella barca di Pietro, cioè la tua.

Questo per dire una cosa molto semplice, siete in due sì, ma uno non può risolvere i problemi dell’altro. O in tutta questa roba decidete singolarmente di metterci le mani dentro o fallimento assicurato.

4Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». 5Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla (Lc 5,4-5)

Difronte alle tue soluzioni che forse non portano da nessuna parte ti dice riprovaci un’altra volta.

Ma che dici, ma lo saprò fare il lavoro mio? Ora viene un prete, delle persone che non mi conoscono e mi vengono a dire quello che devo fare? Ma non ci penso proprio. Vado da Mirketto e da Riccardino che sono campioni del mondo di matrimoni, stanno al quarto, ne sapranno un po’ più di te che neanche ti sei sposato no?

Invece Pietro risponde in un’altra maniera. È vero che non sto prendendo niente nella vita, ma sulla tua parola getterò le reti. Infondo cosa fa? Si fida. Ha capito che Cristo non è entrato nella sua barca a caso. Che forse se sei venuto a fare questo corso fidanzati ci sarà un motivo, che non è tutto frutto del caso.

Che è possibile fare qualcosa di stupido, cioè dopo una giornata di pesca ributtare le reti. È fare qualcosa di stupido, obbedire a uno che non fa manco il pescatore.

In fondo ascoltare quello che ti diciamo è una cosa molto stupida. Però siamo così presuntuosi che ti invitiamo a farla.

Ma che gli ha chiesto Cristo veramente? A te che ti chiede oggi? Prendi il largo. Sapete che il vangelo non è stato scritto in italiano, anche se lo leggiamo in italiano per capirlo a fondo dobbiamo affidarci alle traduzioni e molte volte ci svelano delle perle. Infatti Cristo non gli sta dicendo solo di andare fisicamente a largo, ma gli sta dicendo buttati in avanti. Sii generoso.

Quello che sta dicendo a te, questa è l’occasione non per difenderti dalle nostre domande. Non è un addestramento dei marines che solo uno ce la fa.

Il rischio più grosso qui è dare le rispostine, farti passare questo corso sopra la testa, pensare che tutta questa roba sia una farsa. Difendersi. Non serve a niente.

Non solo ti diciamo di non difenderti, ma di andare all’attacco, cioè di dare la possibilità a Cristo di stravolgere quello che tu pensi sia un fidanzamento, una convivenza, un matrimonio in Chiesa.

Buttati in avanti. Sii generoso con questo che vivrai, non ti chiudere nei tuoi quattro schemetti.

Appena questo uomo ascolta quello che gli viene detto dice:

6Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. 7Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare. (Lc 5,6-7)

Una volta che ascolta dice che prendono così tanti pesci, cioè la loro relazione, la loro vita comincia così tanto a girare che questa felicità non è solo per uno, ha bisogno anche dell’altro. Serve anche l’altro per prendere tutti questi grossi pesci. Serve anche l’altro per godere nel matrimonio.

Tutte e due le barche vengono riempite. Cioè non è quella cosa che la moglie è una madonnara e si rifugia in chiesa mentre il marito si guarda la serie A in televisione. No. Tutti e due pescano. E succede che una volta che Pietro è lì che guarda questo spettacolo guarda Cristo e gli dice ma io non c’entro niente con tutto questo, questo è troppo. E allora Cristo gli dice:

10«Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini». 11E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.” (Lc 5,10-11)

Nelle varie traduzioni possiamo anche non vedere il “pescatore” come noi ce lo immaginiamo. Il termine può indicare quelli che andavano nelle foreste e catturavano gli animali vivi per portarli nei circhi.

Infondo cosa gli sta dicendo? Ti meravigli che stare nella Chiesa, ascoltare sti preti da una direzione, da un senso alla vita? Ti meravigli veramente? Guarda ti dico, tu sei uno che catturerà gli uomini per farli rimanere in vita.

Capisci cosa vuol dire un matrimonio in Chiesa? Non è sposarsi davanti a Gesù che ti guarda. No, ma è avere un matrimonio che cattura uomini per dargli la vita. La gente guarderà al vostro matrimonio come voi forse ora avete bisogno di vederlo un matrimonio così, un matrimonio che vi catturerà, vi sedurrà, per darvi la vita.

Noi che facciamo di solito? Catturiamo le persone, le facciamo inciampare nel nostro laccio per manipolarli, per i tuoi scopi. Le catturi, sì, ma per farli morire. Qui è tutto il contrario.

Allora qual è il problema? Che quelli che pensi sia amore è forse sì amore, ma non è un amore autentico.

Perché quello che chiami amore in verità si chiama “reti”, si chiama “compromesso”. Infatti il dramma sai qual è? È che vi fate stare bene tante cose tra di voi. Tanti vostri atteggiamenti sono da single. Avete una casa in comune, condividete lo stesso letto, ma il fatto che fate l’amore non mi dice niente sul fatto che reggete ai crash test della vita.

Perché ci sono tante cose che ti fai stare bene adesso, tanto crescerà, tanto poi cambierà, tanto una volta che andiamo in un’altra città taglia con la famiglia, tanto tanto tanto. Tanto non cambierà proprio niente, perché se non ti stanno bene ora quelle cose del suo comportamento, ma che speri che magicamente un prete vi mette delle mani in testa, vi scambiate un anello e puf tutto scompare? Così è giocare d’azzardo senza senso.

Ok, ma anche se tutti i comportamenti di quello che ti stanno accanto ad oggi ti andassero bene, è vero amore? Ci sono le basi per poter costruire un matrimonio? Tu pensi di sì, ma io ti dico di no.

Quand’è che conosci il leggio da cui sto parlando? Se lo vedi da dove sei seduto pensi di conoscerlo come è fatto? Pensi di conoscerlo, se qualcuno ti chiede com’è fatto due tre informazioni molto verosimili gliele puoi dare. Ma quand’è che lo conosci veramente fino in fondo? Quando ti alzi, vieni qua dietro e vedi cosa ci sta, che qui sotto al leggio c’è una Bibbia, che dalla tua postazione non vedevi.

Perciò pensavi di conoscere il leggio, ma non lo conoscevi fino in fondo. E nella coppia quand’è che arriva il momento di conoscere fino in fondo la persona che hai accanto? Quand’è che da affinità e cose che vi piace fare insieme diventa amore autentico?

Torniamo a Pietro. Ha visto tutte quelle meraviglie, a cominciato a seguire Cristo, è cominciato una relazione bellissima, miracoli da tutte le parti, ci dovremmo fermare su questa parte, perché tu prendi tutto come un bel romanzetto, ma ti posso assicurare che vivere con Cristo si tratta di essere spettatore di miracoli.

Tutto fantastico, ma quand’è che Pietro si conosce fino in fondo? Il suo amico Gesù lo hanno preso, lo stanno per condannare a morte. Quello è il momento in cui si concretizza una relazione.

Ma dai, non dirmi che fai l’amico perché alla fine lui non ti calpesta i piedi e tu viceversa.

In una relazione vera abbandonare l’altro quando è in difficoltà è da infami. Perché sai una cosa? Io ci credo che tra di voi trova gli equilibri, i compromessi e tutto quello che ti pare, ma poi arriva una certa che per un motivo o un altro che la persona che hai accanto va in down.

Gli prende una cosa. Non sembra la stessa. Reagisce a una cosa di lavoro male. E tu non capisci. E continui a non capire perché si comporta così. Sta per essere condannata. E come si comporta Pietro?

25Intanto Simon Pietro stava lì a scaldarsi. Gli dissero: «Non sei anche tu uno dei suoi discepoli?». Egli lo negò e disse: «Non lo sono». 26Ma uno dei servi del sommo sacerdote, parente di quello a cui Pietro aveva tagliato l’orecchio, disse: «Non ti ho forse visto con lui nel giardino?». 27Pietro negò di nuovo, e subito un gallo cantò.” (Gv 18,25-27)

Ecco come ha risposto Pietro difronte al momento del bisogno. Si difende. Ecco.

Fino a quando stava nella sua comfort zone era un campione del mondo di amore, quando gli viene chiesto di fare un passettino in avanti, entra nel panico.

Guarda che questa parola è vera ed attuale anche per noi eh. Tu immagina di essere Pietro che stai sopra questo tappeto che sono tutte le tue cose, le tue fisse, le cose che ti piacciono. Solo che la persona che hai accanto anche ha il suo tappeto che sono tutte le sue cose.

E indovina un po’? Le tue cose non cozzano con le sue.

Allora ogni tanto ci proverai, ce la metterai tutta per farti piacere le cose che piacciono a lei, per seguire le sue fisime e cercherai di andare nel suo tappeto, che è la sua vita. Solo che non ce la fai poi devi tornare qui dentro.

Poi arriva un momento che invece tu la fai grossa. Fai una cavolata. Tradisci. E guarda che tradire non significa andare solo con un’altra donna o uomo eh. Tradere dal latino significa “consegnare”, cioè quando ti consegni a qualcun altro. Non fai più parte della persona che hai accanto, ma ti consegni, diventi tutto di qualcun altro. La testa è altrove. Ci sei, ma non ci sei.

Ecco, in quel momento la fai grossa.

Quel momento deve arrivare per tutti qua dentro se non è già arrivato. Perché quello è il momento in cui si vede di che pasta sei fatto. Fare l’amore quando te ne vai in vacanza a Mykonos sono capaci tutti, farlo dopo che la persona che hai accanto è fredda e distaccata è un altro sport eh.

Perché come Pietro in questa fase del tradimento dobbiamo passarci tutti se vogliamo una relazione di amore autentica con la persona che abbiamo accanto?

Pietro dice che piange amaramente. È vero quante volte mi è capitato anche a me di fare grosse cavolate e poi piangere amaramente. Lì ti rendi conto che da alcune cose non si torna più indietro e che non puoi metterci toppe, hai sbagliato e basta.

Quando anche tu farai questo botto da dieci metri d’altezza infondo ti sta dicendo che quello che hai accumulato non valeva niente.

Pietro doveva arrivare lì. Tu devi arrivare a fare questa esperienza. Mostrare il tuo punto debole. Il punto che dici: lì non ce la faccio.

Ho bisogno del tuo amore no quando faccio il fenomeno, ma quando sono debole. Tendi sempre a giustificarti, a metterti mille maschere, ti impegni tanto.

È vero nel tuo amore c’è tanto impegno e rispetto, ma non lo sai se ami davvero e in maniera autentica la persona che hai accanto finché non la tradisci. Perché?

Perché allora dai la possibilità all’altro di amarti veramente.

Fino a quel momento non gliel’hai data. Una relazione autentica è FARTI AMARE QUANTO TU NON HAI DA DARGLI PIU’ NIENTE.

Noi siamo convinti di questo. Cos’è il matrimonio sacramento?

1. Consegnare la parte più debole di te, quella che ti fa schifo, che non accetti all’altro sicuro che lui/lei non la userà contro di te.

2. Il tuo matrimonio non è per fare i numeri per la Chiesa, ma il suo unico obiettivo è quello di catturare gli uomini per dargli la vita.

Per farlo però devi fare esperienza che non te la cavi.

Se qualcuno qua dentro pensa che ce la può fare, che se l’è sempre sfangata nella vita, con te ci parleremo solo nel giorno in cui non te la caverai più.