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1° Catechesi Discorso della montagna

Voi siete il sale della Terra (Mt 5,13)

Finalmente oggi entriamo nel vivo del discorso.

Entriamo nel cuore di quello che è il “vero tesoro“.

Nei primi due incontri abbiamo parlato di due personaggi. Vi ripetiamo che parliamo di personaggi della Bibbia perché possiamo vedere che questo libro parla di me e di te.

Non prendiamo passi della Bibbia perché è il “nostro lavoro” e dobbiamo fare la parte. No. Qui dentro è descritta la mia e la tua vita.

Il primo personaggio, Levi (o Matteo), viveva la sua vita fatta di mediocrità, di pressappochismo, di tirare a campare senza grossi problemi.

Non si sa com’è però passa Cristo, si ferma, lo guarda, lo chiama e lo rialza dal suo banco delle imposte.

Ci siamo lasciati quella sera con una domanda.

Cosa ha visto Levi in Cristo per lasciarsi convincere così velocemente a fare una cosa così pazza? E ci siamo fermati lì.

Poi abbiamo parlato di un eunuco. Chi è? Uno che letteralmente è “senza testicoli”. Lavorava per una regina. A causa della sua conformazione morfologica non poteva dare la vita.

Solo che nel profondo del suo essere si fa delle domande. Perché è bello stare ai vertici del successo, poi però rimane sempre un velo di insoddisfazione.

Mentre sta tornando dalle sue ricerche sul senso della vita incontra Filippo. Incontra un uomo concreto.

Gli incontri con Dio non si fanno mai nei sogni, nella nostra testa, ma sempre tramite altri cristiani.

Questo eunuco si trova lì con un passo della Scrittura che non capisce e chiede giustamente a Filippo ma di chi sta parlando di sé stesso o di un altro?

Qui dentro c’è la chiave della comprensione della Scrittura. La Bibbia di chi sta parlando?

Di me e di te.

Dice che quest’uomo si mise lì a spiegargli le Scritture. Dopo avergliele spiegate le loro strade si divisero e tornarono a casa contenti.

Poi abbiamo cercato di mettere le fondamenta a questo discorso immenso di Cristo. Perché sono necessarie?

Perché se ti parlo di qualcosa e tu in testa hai altri punti di vista, semplicemente non ci capiamo.

Immagina che io uso tutto il tempo il termine Chiesa. Io intendo la Chiesa fatta di persone fisiche e tu capisci la chiesa struttura architettonica. Mi puoi capire molto male se mi ascolti con la tua mentalità. Invece il mio concetto di Chiesa è decisivo ai fini della catechesi.

Allora dovevamo demistificare un altro argomento.

Dio.

In che senso?

Guarda, il più grande errore che possiamo fare con il cristianesimo è pensare che sia una religione.

Ti rivolgi a Dio non per poter entrare nella realtà, ma per chiedere che vengano soddisfatti i tuoi desideri.

E questo è un problema? Certo che è un problema.

Scambi la figura di Cristo con quella di un mago.

Se l’immagine che hai di Dio dentro di te è quella di un risolutore di problemi, le tue azioni andranno in quella direzione.

Perciò ti abbiamo parlato del vitello d’oro. Questa storia apparentemente strana. Lì si parlava di un liberatore, Mosè. Qual era l’immagine che aveva Dio del popolo? Che tramite un liberatore li aveva portati da una situazione di schiavitù a una di libertà.

Però quando questo se ne va 40 giorni sulla montagna, perdono la terra sotto i piedi. Hanno bisogno di vedere qualcosa. Per questo che idolo viene da idein, cioè vedere.

Sostituiscono Dio con un immagine. Che è quello che ci capita anche a noi costantemente. Ci facciamo un’immagine di qualcosa e quell’immagine diventa colui che ci ha tirato fuori dall’Egitto, come dice il popolo quando vede il vitello d’oro.

Dio, il liberatore, si trasforma in quello che pensiamo sia il liberatore.

All’inizio sembra la soluzione per questo che ci facciamo un’immagine. Quel ragazzo/a è la soluzione alla mia solitudine. All’inizio è vero è così, è la soluzione. Poi però quello pensavi fosse la soluzione ti obbliga a prostrarti.

Cioè devi fare atti di servilismo. Devi cominciare a fare le cose che gli piacciono a lui, comportarti come dice lui, fare la panterona come dice lui, perché? Perché sennò lo perdi. Semplice.

Non ci credi? Provaci a non fare quello che vuole lui.

Per questo che di quell’idolo ne diventiamo schiavi. Cioè sei talmente assuefatto che non riesci più a uscirne fuori.

Quando parliamo di schiavitù non parliamo della schiavitù moderna, di chi ingiustamente è obbligato a fare delle cose vergognose. Parliamo di un contesto in cui chi nasceva schiavo sapeva perfettamente che sarebbe morto da schiavo. Non avevano quel senso di libertà che possiamo avere noi, la realtà è quella, sei schiavo, accettalo.

Perciò chi è uno schiavo? Uno che ha un orizzonte piccolo piccolo. Che infondo le cose gli stanno bene così. Che non vuole rotture.

Perciò quello che poteva essere la soluzione ai tuoi problemi, diventa la gabbia che ti sei prodotto tu.

Tutto questo lo possiamo alimentare come? Che chiedi aiuto e miracoli a Dio riguardo cosa? Le immagini che ti sei fatto.

Cosa chiedi che ti salvi dalla relazione con quella ragazza? Ma quella relazione è stratossica, perché è qualcosa che vuoi far entrare tu a martellate dentro la realtà.

La realtà, Dio, è altro.

Infine l’ultimo incontro ti abbiamo messo davanti due figli di questa famosa parabola detta del figliol prodigo. Potremmo anche chiamarla la parabola del Padre e i due figli bastardi. Perché? Qual è l’atteggiamento dei due figli?

Il primo va via. La storia la conosciamo bene. Si fa i cavoli suoi, poi quando è arrivato alla canna del gas vorrebbe tornare a casa sua, ma dentro il suo cuore ha un pensiero. Se mi fosse successo a me che un figlio avesse fatto le scelte che ho fatto io e fosse tornato gli avrei urlato da lontano TE L’AVEVO DETTOOOOO. Perciò se torno sicuramente mio padre mi dirà così.

Ecco cos’ha quest’uomo nel cuore. Pensa che il padre è uno che esige da lui, che se torna è giusto che lo prenda a legnate.

Pensa che Dio, cioè il padre, è uno che la fa pagare alle persone. Nel suo cuore c’è che cosa? Un’immagine totalmente sbagliata di Dio. Questo ragazzo fa tutto da solo, non ha avuto la possibilità di nessuno che gli dicesso no, ti stai sbagliando, tuo padre non è così. No.

Si è convinto e non schioda da quell’immagine.

Il secondo figlio vive un’altra situazione ma anche lui ha un’immagine totalmente distorta del padre.

Ha sempre vissuto come uno che doveva meritarsi l’affetto del padre. Come se lo merita? Comportandosi sempre bene.

È una cosa buona comportarsi bene no? Il problema è che questo si comporta bene ma non ha un cuore libero, ha un cuore da schiavo.

Esternamente fai quello che devi fare, ma ciò che ti muove è dettato da delle leggi interne di schiavitù, che non ti fanno mai godere, fai le cose ma sei sempre incavolato.

Anche lui ha un’immagine totalmente distorta di Dio. Pensa che debba meritarsi l’affetto di Dio.

Perciò il primo pensa che sia uno che esige. Il secondo pensa che solo se rientra dentro uno schema sarà come vuole Dio.

Questi sono, tra i tanti che esistono, gli approcci più diffusi a Dio e al cristianesimo.

Ma è questo Cristo? Uno che risolve i tuoi desideri? Uno che esige da te? Uno che vuole che ti comporti in una certa maniera affinché lui si comporti bene con te?

Oggi cominciamo a vedere chi è Cristo.

Allora riprendo l’inizio.

Cosa ha visto Levi per fare questa scelta pazza? Ha visto tutta la bellezza di Cristo e si è deciso a dare una svolta alla sua vita.

Dove si trova nella Bibbia tutto questo? Si trova in un pezzetto del Vangelo e comincia così:

Vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo (Mt 5,1-2).

Questo è l’inizio. Prende la gente, la porta sopra un monte in disparte. Sono cose importanti non gliele può dire in mezzo al casino della vita di tutti i giorni.

Perché? Perché dal monte si vedono le cose sotto un’altra prospettiva. Quando sei vicino ai problemi di ogni giorno, li vedi vicino e ti fai delle idee. Invece quando le guardi dall’alto sembra quasi che quei problemi si trasformano. Hai un altra visuale.

Cristo ti deve portare tutte le volte sul monte per vedere la tua vita con un’altra prospettiva.

Qui c’è qualcosa di nuovo, qualcosa che non si è mai sentito, per il semplice fatto che non è qualcosa che io e te possiamo fare. E allora diccelo subito che ce ne torniamo a casa.

Il paradosso di quello che dice Cristo ci inchioderà nel nostro perbenismo, il nostro gnegnegne, il nostro do’ gli esami quindi sto apposto.

Queste parole di Gesù le vivi solo se hai fatto un incontro serio con Lui.

Sarebbe assurdo prendere una ragazza a caso qui dentro, inginocchiarti davanti a lei, dargli un anello e chiedergli “mi vuoi sposare?” Perché? Perché non la conosci. Se fossi innamorato pazzo di lei riusciresti a farlo.

E infatti ascolti quello che ti diciamo e mi fai ma io non so neanche chi è Gesù. Per questo che te lo spieghiamo, ma solo a quello possiamo limitarci.

Infatti l’enorme pericolo di tutta questa storia qual è? Che tu mi ascolti, capisci e pensi che il cristianesimo sia capire. Sia ascoltare catechesi che ti piacciono. Sia cambiare punti di vista. Sia arricchirti culturalmente.

Tutta la roba che ti andremo a dire si vive, non si capisce. La vivi negli atti della tua vita quotidiana. Se questo non avviene mi dispiace dirtelo, tu Cristo non sai chi è. È un’altra roba. Stai giocando un altro campionato.

Pensi che il cristianesimo sia sforzo, roba da eroi, da stoici, da coerenti. Niente di tutto questo. Niente proprio.

E allora dobbiamo fare come quando ti devono vendere un prodotto. Ti parlo delle specifiche, delle cose che può fare se te lo compri e ti apro delle possibilità. Il punto è che finché non te lo compri sto cellulare puoi fantasticare quanto vuoi. Finché fuori dai riflettori, in questa settimana, nelle prossime, non chiedi a Dio, non urli a Dio di fare un incontro con Lui, non ti muoverai di un millimetro.

L’incontro lo farai qua dentro? No. Diffida dai tuffi al cuore, anzi attento se senti tutte ste vampate si potrebbe trattare d’infarto. L’incontro lo fai appena esci di qui, nella tua vita quotidiana, con le cose che farai sempre, con le persone che devi accudire, lì dove ci sono i problemi lo fai l’incontro.

Bene, le prime prime cose che dice Gesù Cristo le saltiamo, le vedremo alla fine di questo percorso e vedremo che saranno la sintesi di tutto ciò che vi diremo in questi incontri.

Leggiamo la prima parola di oggi.

Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. (Mt 5,13)

Ti pare una maniera “normale” di cominciare un discorso? Parlare del sale? Ecco la prima cosa che dice. Chi è il cristiano? Sale.

Cos’è il sale? È qualcosa innanzitutto che deve essere abbinato con qualcos’altro. Qui dentro nessuno penso si sia mai fatto una bella cofana di sale, che stai lì con il cucchiaione e te lo mangi. Ecco.

Per cosa lo usiamo il sale? Per dare sapore principalmente. Poi si usa anche per conservare la pancetta, il prosciutto crudo e altre cose. Ha anche proprietà curative per le vie respiratorie ecc.

Ma l’uso principale è quello di dare sapore. Però di fatto la nostro fisiologia umana non richiede di mettere il sale nei cibi. Cioè non è come l’acqua che se non la bevi muori. Questo perché? Perché gli alimenti hanno già il sale al loro interno.

Dimentichiamo sempre che il sale non è necessario.

Infatti chi deve fare una dieta o chi soffre di pressione alta toglie di mezzo il sale. Consumato in eccesso può provocare problemi.

Vabbè quindi perché lo mettiamo? PERCHÉ GLI ALIEMENTI SONO PIÙ BUONI.

Non è un discorso di necessità, ma di QUALITÀ.

Si può fare a meno di vivere la vita con qualità? Assolutamente sì. Però ti assicuro che è una vitaccia.

Immagina solo la differenza di qualità che c’è tra il nutrirti e il mangiare esattamente le stesse cose insieme alla persona a cui vuoi bene, con i tuoi figli, con la tua famiglia. Un mondo di differenza.

Puoi vivere la vita senza bellezza. Puoi sopravvivere. Puoi stare sempre in equilibrio trovando compromessi. Però è una fatica.

Allora dal punto di vista fisiologico il sale non è necessario. Dal punto di vista esistenziale invece sì. Peccato che tu non sei solo fisiologia. Peccato che hai una coscienza, un’anima. A differenza di una scimmia puoi guardare un tramonto ed emozionarti.

Però puoi ridurti alla biologia, all’accontentarti, al fare le cose tanto per farle.

Allora ecco Cristo cosa ti dice. Ricordati che tu sei sale, sei il non necessario, ma che è indispensabile per dare sapore vero alla tua vita e a quella degli altri.

Il cristiano è questo. Perché il sale è utile se messo su qualche piatto e per essere utile deve sciogliersi. Nell’acqua a livello chimico cambia lo stato delle cose. Cambia il punto di solidificazione e di ebollizione. Lo stato cambia.

Questo lo dico perché possiamo ingannarci tanto sull’essere sale o no. Si è sale solo se la persona per cui ti sciogli cambia lo stato, la cambi in qualche maniera.

Si può vivere benissimo senza essere cristiani eh, ripeto, vivere da cristiani è semplicemente fare un salto di qualità. Ricordate Levi, non è che facesse una vitaccia.

Ma non è che sei sale così per contratto, che a te hanno fatto un contratto in cui c’era scritto che eri sale, no.

SEI SALE PERCHÉ QUALCUNO PRIMA HA DATO SAPORE ALLA TUA VITA.

Per questo che gli eroi, i buonisti qua dentro, quelli che hanno una gran forza di volontà sono i più ingannati poverini. Perché pensano di farcela, perché hanno scambiato il cristianesimo per un’etica dove se raccogli le carte per terra, raccogli la cacca del cane, fai la differenziata e vai a messa la domenica sei cristiano.

Chi la pensa così è la gente di questo racconto che ci può aiutare a capire cosa significa il non necessario, lo spreco.

Dice che Gesù sta a casa di Simone il lebbroso, sta con i lontani, sta nel posto più lontano dal tempio, dalla chiesa e stava mangiando.

A una certa dice:

Giunse una donna che aveva un vaso di alabastro, pieno di profumo di puro nardo, di grande valore. Ella ruppe il vaso di alabastro e versò il profumo sul suo capo. (Mc 14,3)

Una scena folle e fuori di testa.

Arriva una donna, non si sa il nome, non si sa cosa faccia nella vita, arriva lì, aveva un vaso di alabastro, di quelli con il collo lungo, conteneva olio profumato, dice che era prezioso ed era fatto di puro nardo, puro, cioè non adulterato, non era mischiato con niente. Era tutto originale. Valeva un sacco di soldi.

Poteva versare qualche goccia, una spruzzatina, niente, questa rompe il collo di questo vaso che valeva un botto di soldi e lo sparge tutto sul capo di Gesù.

Non era necessario fare tutto questo.

Il profumo finisce, non c’è più nulla da conservare.

Di quale profumo si tratta? Quale profumo versa questa donna? Tutta la sua vita.

La tua vita, la tua intelligenza, quello è il profumo con cui devi inebriare chi ti sta accanto. Non dare le spruzzatine, non fare come quei profumi che te lo metti sul polso e dopo 5 minuti non senti più niente.

La tua vita è un profumo, fatta per inebriare chi sta accanto a te. Anche se non ci credi. Anche se ti vedi che invece la tua vita puzza.

Questa donna fa un atto assurdo e senza senso.

Ci furono alcuni, fra loro, che si indignarono: «Perché questo spreco di profumo? Si poteva venderlo per più di trecento denari e darli ai poveri!». Ed erano infuriati contro di lei. (Mc 14,4-5).

Un atto di amore TOTALE è uno scandalo.

Chi è il calcolatore? È uno che vede continuamente dove finisce il dovere. È uno che scandisce la vita di dovere in dovere. Non se la gode mai. La sua vita è una parentesi tra un qualche cosa da fare, qualche svago e un qualche cosa da fare.

Il calcolatore vive la vita pensando a quello che è utile e quello che non è utile. A quello che porta profitto, a massimizzare i tempi, a ridurre i costi.

Chi vive così è uno che non campa, che respira, mangia ma non vediamo l’ora che ti togli di torno.

Guarda che nella vita milioni di volte ti verrà richiesto di scioglierti per qualcuno. E ti puoi liquefare, perché lo farai sulle tue forze o puoi scioglierti e dare sapore.

Perché è bello dare sapore, profumare qualcuno.

Che fai con quell’amica che c’è ma è come se non ci fosse? Che fai? Non conviene? Cambia. E rinunciare alle tue pretese per aiutare un collega all’università in difficolta? Che ti frega, ti fa fare uno scatto in avanti? Ti migliora? Se non ti migliora può pure morire quell’incompetente. E spendere tempo con tuo padre che si è divorziato e forse ora sta da solo? Conviene? Se non conviene che paghi le conseguenze dei suoi errori. L’ha scelto lui.

Guarda che essere sale, sciogliersi, rompere un vasetto di profumo costosissimo, sprecarlo e farlo solo per amore a qualcuno è una presa di posizione difronte alle cose che ti capitano.

Mille e mille volte a partire da quando ti svegli la mattina o sei sale, sei spreco di profumo o pensi solo a te stesso eh. Non ci stanno vie di mezzo.

Non si gioca a fare i cristiani con le mezze cose. A me Gesù Cristo non mi ha mezzo salvato, non mi ha mezzo amato eh.

Ma sai quando capisci tutto questo? Lo capisci quando qualcuno è sale con te, lo capisci quando qualcuno si annulla gratuitamente, spreca il suo tempo, le sue voglie per fare qualcosa per te.

Allora lì cominci ad assaggiare una cosetta, che il non necessario diventa indispensabile. Che quando lo fanno con te, la vita prende veramente un altro sapore, un’altra qualità.

Questo è quello che è successo con me eh, persone che con me hanno letteralmente sprecato il loro tempo per annunciarmi questo, che mi hanno ascoltato a qualsiasi ora del giorno, hanno ascoltato le mie turbe, mi hanno dato tempo, non si sono scoraggiati difronte ai miei errori ripetuti. Mi hanno dato quello che non era necessario. Questo ho ricevuto.

Ma cosa pensi che a me Dio mi chiede qualche cosa? Pensi che è una condanna essere sale? Sprecarsi per gli altri? Rompersi e dare tutto il profumo che hai? Ma quale condanna? SI GODE.

E quando ti capiterà di fare qualcosa per qualcuno senza aver proprio nessun tornaconto, di fare una cosa non necessaria la vita la prendi, non la perdi.

Però attenti perché Gesù dice se il sale perde il sapore. La traduzione corretta sarebbe se il sale diventasse sciocco.

Il sale non può perdere il sapore, però io e te una volta che assaggiamo che vivere così è una vita di un’altra qualità, possiamo tornare alla mediocrità, all’accontentarci, ad essere stupidi in fondo.

E dice che se mai dovesse diventare sciocco a null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.

Il problema qua è non vivere una vita da simulatori, ma da attori protagonisti.

Però ti dico, magari essere calpestati dalle persone ed essere gettati via, perché per lo meno significa che sei stato sale, che nella tua vita ti sei perso per qualcuno, che hai rischiato.

Il vero dramma non è essere calpestati, perdere il sapore, il vero dramma è non essere mai sale. Il vero dramma è calcolare dov’è il ritorno anche negli atti più buoni e più santi .

Magari essere calpestati, puoi sempre ricordarti di quanto si viveva bene ad essere sale per qualcuno.

Però per essere sale della terra c’è bisogno che Cristo dia sapore prima alla tua terra, che è la tua vita, che gli venga a dare qualità.

Perciò tutto questo lo vivi se hai fatto un incontro con Cristo. E l’incontro con Cristo non lo fai perché ti sei sforzato tanto, è pura gratuità.

Quando l’hai fatto diventi qualcosa di sovrabbondante, sei il non necessario che è indispensabile alla vita delle persone che hai vicino.

Guarda che Dio è il non necessario che per amore a te ti sta portando ad ascoltare queste catechesi perché vuole incontrarsi con te. Che si è inventato di tutto per farti venire qui dentro.

Il sovrabbondante è sempre spreco, è sempre sovrappiù.

La vita biologica funziona così. Milioni di spermatozoi vengono distrutti affinché uno possa incontrarsi con l’ovulo, fecondare e dare la vita.

La sovrabbondanza è iscritta dentro di me e di te.

TU NON SEI FATTO PER CALCOLARE, NON SEI FATTO PER MISURARE TUTTO IL TEMPO, SEI FATTO PER SCIOGLIERTI PER QUALCUNO. PER SPRECARTI PER QUALCUNO.